Condominio, Iva al 22% per l'illuminazione delle parti comuni - News


Condominio, Iva al 22% per l'illuminazione delle parti comuni

26 Gennaio, 2019

L’energia elettrica utilizzata in condominio non è più considerata per uso abitativo. Così con l’inizio del 2019 – secondo l’Agenzia delle Entrate – l’iva sulla corrente condominiale passerà dal 10 al 22%, anche nel caso in cui l’edificio abbia caratteristiche principalmente residenziali.

Il condominio non è "casa". Secondo il Fisco, infatti, le parti comuni non soddisfano il requisito di uso domestico e quindi non è possibile applicare sulla bolletta l’aliquota ridotta. In pratica, nonostante un condomino sia a tutti gli effetti comproprietario dell’edificio (e quindi anche delle parti comuni), gli androni, le scale e pianerottoli non possono essere considerati prima casa.

Quando si applica l'aliquota al 22%. Se nel condominio la fornitura di energia elettrica è fatturata a ogni unità immobiliare e a parte per il funzionamento degli spazi comuni allo stesso condominio, non è possibile applicare alla bolletta “condominiale” l’iva ridotta al 10%, questo perché il condominio può effettuare prestazioni di servizi rilevanti a fini iva.

E la bolletta sale. Questa maggiorazione di spesa va a incidere sul portafogli di chi vive in condominio e si aggiunge all’impennata delle bollette (+15%) che includono anche gli oneri di sistema, cioè i costi che il gestore sostiene per mantenere l’infrastruttura tecnologica, che ora rappresentano tra il 40 e il 50% dell’intero ammontare. Secondo Tiscali News, l'Autorità italiana sull'Energia ha deciso di suddividere una parte degli oneri di sistema non pagati dai clienti morosi sugli altri, i “virtuosi”.


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