Realizzare un ascensore in condominio? Sė, ma con l'ok dell'assemblea - News


Realizzare un ascensore in condominio? Sė, ma con l'ok dell'assemblea

24 Settembre, 2018

Realizzare un ascensore esterno in un condominio necessita di un permesso a costruire? Secondo una recentissima sentenza del Tar della Lombardia (2065/2018) non è necessaria in quanto non si tratta di una nuova cubatura, cioè di una realizzazione di una costruzione in senso stretto, ma di un volume tecnico strumentale alla realizzazione dell’innovazione prevista. Tuttavia, se è vero che non è necessario il permesso a costruire, il Tar specifica anche che la realizzazione deve avere il via libera della maggioranza dei condomini.

Per procedere alla realizzazione di un ascensore all’interno o all’esterno di un edificio condominiale, è necessario il parere favorevole dell’assemblea. I condomini favorevoli devono essere il 50% più uno dei convenuti e rappresentare almeno il 50% del valore dell’edificio, secondo quanto previsto dall’articolo 78 del Testo Unico dell’edilizia (DPR 380/2001). L’articolo fa riferimento a tutte le innovazioni dirette ad eliminare le barriere architettoniche nonché la realizzazione di percorsi attrezzati per i non vedenti.

I portatori di handicap o comunque persone dalla ridotta mobilità come gli anziani, dopo il rifiuto formulato per iscritto da parte dell’assemblea, espresso entro tre mesi dalla richiesta di realizzazione di un ascensore o di un qualsiasi altro mezzo atto a favorire la mobilità del richiedente, quest’ultimo può provvedere a sue spese a realizzare, per esempio, un montascale o può allargare le porte d’ingresso sia quelle condominiali che private per favorire il passaggio, per esempio, di una carrozzina.

Il caso analizzato dal Tar della Lombardia riguarda la decisione di un condomino che vive al primo piano di una palazzina il quale ha realizzato un ascensore ad uso esclusivo con tanto di autorizzazione a costruire. La realizzazione dell’impianto ha così oscurato la finestra dell’atrio e comportando la reazione dei condomini del piano terra i quali si sono rivolti al comune il quale ha annullano l’autorizzazione a costruire, pur rifiutandosi di richiedere l’abbattimento dell’opera in quanto utile al superamento delle barriere architettoniche. Una scelta condannata dal Tar in quanto il comune non avrebbe nemmeno verificato la situazione sanitaria del condomino che ha realizzato l’opera, né la presenza di una maggioranza condominiale.


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