Contabilizzatori di calore, ecco come evitare spiacevoli sorprese - News


Contabilizzatori di calore, ecco come evitare spiacevoli sorprese

6 Gennaio, 2018

Si chiamano contabilizzatori di calore. Ma non contano il calore prodotto. Sono diventi obbligatori lo scorso giugno e devono essere istallati su tutti i termosifoni delle abitazioni in condominio con riscaldamento centralizzato, insieme alle valvole termostatiche.

Come funzionano i contabilizzatori. Come abbiamo detto, i contabilizzatori non rilevano effettivamente il calore prodotto dal termosifone. Riescono solo a valutare una stima, in base alla differenza di calore tra il calorifero e l’aria esterna. Di norma si attivano quando il termosifone ha una temperatura superiore ai 23 gradi e tra questo e l’aria esterna ci sia una differenza di almeno 4,5 gradi. Vi sono in commercio due tipologie di contabilizzatori: con una o due sonde. Il primo modello, più semplice ed economico, valuta la temperatura del calorifero in rapporto alla temperatura della stanza che, non potendo essere misurata, di default viene stabilita a 20 gradi. Quelli a due sonde, invece, riescono con più precisione, a valutare la reale accensione del calorifero in quanto si attivano solo quando c’è una reale differenza tra la temperatura del circuito e quella della stanza. Poiché non tutti i termosifoni sono uguali, l’installatore dovrà, quindi, settare il contabilizzatore attraverso un coefficiente. Inoltre, i numeri che compaiono sul display non si riferiscono a un’unità di misura standard ma rappresentano una semplice stima del consumo.

Quando il contabilizzatore sbaglia. È bene spiegare il funzionamento dei contabilizzatori proprio perché durante la scorsa estate, molti condomini si sono resi conto che la misurazione è cresciuta, pur con l’impianto di riscaldamento completamente disattivato. “È un problema che si presenta solo per coloro che hanno istallato gli economici contabilizzatori con unica sonda”, spiega Fabio Marsella di Condofacile. “Con le due sonde, il problema finora non è stato riscontrato. Ma se qualcuno orienta sul radiatore, nel periodo di funzionamento, fasce di calore (come un condizionatore d'aria o stufe elettriche), queste potranno incrementare i consumi registrati, allo stesso modo di un fuocherello acceso sotto il radiatore”, spiega.

L’azzeramento per evitare sorprese. In ogni modo, per evitare di ritrovarsi con una maggiorazione si spesa per il riscaldamento, l’amministratore di condominio deve rivolgersi a serie ditte che gestiscono i contacalorie. Ma come riconoscere una ditta seria? “Le ditte serie sono quelle che programmano l'azzeramento dei consumi”, spiega Marsella. “A Roma, per esempio, i contacalorie vengono azzerati il 30 aprile, a chiusura dell’impianto, e poi il 31 ottobre, in prossimità della riaccensione, in modo da annullare qualsiasi erronea registrazione”.


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