Cedere il bonus fiscale? Non solo per i lavori in condominio - News


Cedere il bonus fiscale? Non solo per i lavori in condominio

23 Ottobre, 2017

I bonus sulle ristrutturazioni cambiano ancora. Secondo quanto previsto dal governo, se confermato dal Parlamento, gli incentivi fiscali diventeranno “liquidi”. Come? Attraverso un sistema sempre più ampio di cedibilità del credito fiscale.

Una riforma “continua”. Allo stato attuale, infatti, chi vuole ristrutturare la propria abitazione deve anticipare l’intero ammontare della spesa per poi recuperare la quota parte spettante attraverso il credito d’imposta in dieci anni. Ma se non ha a disposizione l’intero ammontare per eseguire i lavori? La riforma permanente messa in atto a partire dal 2016, ha consentito con la legge di bilancio di quell’anno una prima forma di cessione del credito, limitandola solo agli incapienti, cioè a coloro che non sono assoggettati ad imposizione fiscale perché con reddito basso. Di conseguenza, gli incapienti potevano cedere il proprio ecobonus del 65% al fornitore che ha svolto il lavoro di ristrutturazione.

Cedere i crediti, ma non alle banche. Tuttavia, questa norma creava difficili differenziazioni rispetto a famiglie con basso reddito ma assoggettate a imposizione fiscale. Così la legge di bilancio 2017 ha permesso a tutti di cedere il proprio credito, anche a soggetti terzi e non solo ai fornitori, ad esclusione delle banche. La manovrina dello scorso giugno ha consentito di aggiustare ulteriormente il tiro, consentendo di coinvolgere gli istituti bancari per i contribuenti a basso reddito.

Novità 2018. La legge di bilancio 2018 dovrebbe, quindi, completare questa riforma continua degli incentivi fiscali estendendo la cedibilità dell’ecobonus a qualsiasi intervento, non solo quello realizzato in ambito condominiale. Confermata, per gli incapienti, la cedibilità del credito anche verso le banche.

Il mercato dei bonus. La riforma continua sta di fatto creando un nuovo mercato dei bonus fiscali, grazie alla possibilità di cessione. Poiché le banche sono al momento quasi completamente escluse, sono gli intermediari finanziari a puntare su questo settore con l’intento di realizzare piattaforme di scambio di bonus, tali da renderli “liquidi”. Tra queste anche la Harley&Dikkinson.


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